La vera parmigiana di melanzane catanese

7 set 2009 · 0 commenti
La parmigiana di melanzane (o anche, nel centro-nord Italia, melanzane alla parmigiana o in parmigiana) è una ricetta originaria della Campania, nelle sue diverse varianti è storicamente presente in tutto il Sud Italia e particolarmente in Sicilia, regione che l'ha inserita tra i propri prodotti agroalimentari tradizionali.
Il notevole successo della pietanza è testimoniato dalla sua attuale diffusione su tutto il territorio nazionale.
Come altre ricette originarie del mezzogiorno italiano ed in conseguenza delle massiccie emigrazioni popolari da quelle terre, la pietanza è oggi diffusa in tutto il mondo e viene annoverata tra le ricette tradizionali, sia in alcune zone degli Stati Uniti e Canada che dell'Australia.
Jeanne Caròla Francesconi, scrittrice e conoscitrice della cucina partenopea, sostiene che le origini della ricetta risalgono ad oltre due secoli or sono e individua nelle opere di Vincenzo Corrado e Ippolito Cavalcanti i primi tentativi di illustrare quella che noi conosciamo attualmente come parmigiana di melanzane.
Un indizio importante per individuare il momento in cui la ricetta cominciò a prendere corpo, è identificabile nella presenza di un ingrediente importante quale è il pomodoro, fatto che in certa misura ne certifica l’origine settecentesca.
Anche questo ortaggio, importato in Europa solo con la scoperta delle Americhe, ha seguito lo stesso destino della melanzana, riuscendo infine ad affermarsi nelle mense europee solo nel corso del XVIII secolo.
Queste osservazioni sostengono la tesi che la comparsa della parmigiana sia da collocare tra la seconda metà del XVIII ed i primi decenni del XIX secolo.

Cazzilli

6 set 2009 · 0 commenti
I cazzilli sono delle piccole e soffici crocchè di patate che devono il loro nome alla loro caratteristica forma fallica.
Rappresentano una delle pietanze di strada più tipiche del palermitano, derivano dalla combinazione di pochi e poveri ingredienti, capaci tuttavia di deliziare il palato.
Il più delle volte accompagnano le panelle all'interno delle classiche pagnotte, creando in tal modo un connubio perfetto.
In qualsiasi friggitoria palermitana che si rispetti, sia fissa che ambulante, i cazzilli non mancano mai e sono tra gli alimenti più gettonati.

Caciocavallo all'argentiere

5 set 2009 · 0 commenti
Il caciocavallo è un formaggio stagionato a pasta filata tipico dell'Italia meridionale di forma tondeggiante, a "sacchetto", prodotto con latte particolarmente grasso di vacche podoliche, con l’aggiunta di solo caglio, fermenti lattici e sale.
Queste mucche vengono allevate allo stato brado, quasi come fossero pecore, pascolando nella macchia mediterranea fino alle steppe appenniniche in luoghi ricchi di arbusti e piantine di sottobosco.
La presenza di piante aromatiche nella zona dove si è nutrito l'animale caratterizza le sue note aromatiche e i suoi profumi, tanto che, a titolo esemplificativo, in primavera esso assume un caratteristico colore rosato dovuto alle fragoline di bosco ingerite dalle bestie.
Tipico di tutte le regioni che formavano il Regno delle Due Sicilie, ebbe una tale fama, da ispirare anche modi di dire popolari, come ad esempio "far la fine del caciocavallo", in analogia alla sua forma strozzata da una corda nella parte alta.
Le varietà più conosciute sono quelle del caciocavallo Silano, del caciocavallo siciliano, che a sua volta può essere caciocavallo Ragusano o caciocavallo di Godrano, e del caciocavallo podolico.
Il curioso nome di questo piatto fa riferimento a una leggenda secondo cui un argentiere, essendosi trovato improvvisamente in miseria e non potendo più acquistare la carne, si ingegnò a creare questa gustosissima ricetta semplicemente a base di formaggio.

Lombate alla fiamma

4 set 2009 · 0 commenti
Il lombo o lombata è un taglio di carne ricavato dal quarto posteriore del bue o vitello, in questo secondo caso viene chiamata generalmente lombattina.
Comprende anche una parte di osso e, in genere, una piccola porzione di filetto.
Si cucina alla griglia o in padella con burro o con olio.
Il lombo è probabilmente il taglio migliore per fare la classica bistecca alla fiorentina.
Ricettaok vi propone la "Lombata alla fiamma" secondo molto saporito e profumato...buon appetito

Filetti di sogliola al vermouth

3 set 2009 · 0 commenti
La sogliola è uno dei pesci più ricercati ed apprezzati per la bontà della sua carne.
E' un pesce di mare che vive in fondali profondi, è di forma appiattita ed ha gli occhi sul lato in cui la pelle è di colore bruno-verdastro.
La parte inferiore del corpo è di colore bianco e solitamente è la parte che la sogliola adagia sui fondali.
La carne della sogliola è magra e ricca di proteine.
E' molto digeribile ed adatta ai bambini.
Essendo molto magra è consigliata in caso di cure dimagranti.
E' invece consigliato un uso moderato a chi soffre di insufficienza renale.
Ricettaok vi propone una ventata di novità sulla vostra tavola coi filetti di sogliola al vermouth, si tratta di un piatto raffinato a base di pesce e purè di patate.....buon appetito.

Pasta agli scampi

2 set 2009 · 0 commenti
Lo scampo è un crostaceo, stessa famiglia dell'astice, molto apprezzato da noi per la sua carne pregiata dal gusto delicato , morbido e gustoso.
Ricettaok propone "Pasta agli scampi" una ricetta gastronomica italiana che ci invidia tutto il mondo.

Cannolicchi al limone

1 set 2009 · 0 commenti
Il cannolicchio o Cannelli è un mollusco bivalve che vive in posizione verticale infossato nella sabbia;
ne esistono tre specie che hanno in comune la forma della conchiglia una sorta di tubo allungato, lunga fino a 15-17 cm, con i margini paralleli, diritti e taglienti.
I Solenidi hanno conchiglia liscia, poco solida, equivalve, tubiforme e tronca alle due estremità:
dall’estremità anteriore sporge il grosso piede, da quella posteriore i sifoni riuniti;
questi animali scavano gallerie nella sabbia fino ad un metro di profondità, e in esse possono ritirarsi in caso di pericolo con l’aiuto del piede molto estensibile. La colorazione della conchiglia è giallastro-brillante con striature violacee;
la taglia più frequente è di 12-15 cm, ma può raggiungere i 17 cm di lunghezza.
Il cannello si nutre filtrando attraverso un sifone inalante piccole particelle alimentari dall’acqua, che poi refluisce attraverso il secondo sifone (esalante) insieme ai residui della digestione.
Prevalentemente il cannolicchio viene commercializzato vivo; per verificarne la freschezza basta toccare il piede, la massa muscolare che sporge, che l’animale vivo dovrebbe subito ritrarre.
Spesso al suo interno vi è della sabbia e per questo va lavato molto bene;
può avvenire infatti che nelle operazioni di pesca, una certa quantità di sabbia finisca dentro il corpo dell’animale, creando, se non tolta, dei notevoli problemi in cucina.
Sono ottimi gratinati al forno o per condire la pasta.